Fattura eletronica

La storia della fattura eletronica ha inizio con la legge finanziaria del 2008. La finanziaria introdusse per la prima volta il concetto di fatturazione elettronica presentandolo come l’insieme delle operazioni di gestione, invio e conservazione digitale delle fatture. La digitalizzazione in Italia è stata fortemente ricercata e voluta dall’Esecutivo e da Agenzia delle Entrate. La manovra venne fatta soprattutto per combattere la dilagante piaga dell’evasione fiscale.

In Italia l’evasione fiscale vanta purtroppo numeri da capogiro. Oltre 190 miliardi di euro evasi all’anno, pari al 23% delle entrate tributarie. L’Italia non è comunque da sola in questa triste classifica europea. Si ritrova a fianco, sul podio, la Germania con 125 miliardi di euro, seguita a ruota dalla terza classificata la Francia con 117,9 miliardi di euro. Ovviamente risultati di cui non vantarsi assolutamente.

Questi dati però riportano alla necessità che l’Italia ha sentito di doversi adeguare alle direttive europee e introdurre senza mezzi termini la fattura eletronica. Ecco quindi che fatturazione elettronica e corrispettivi telematici hanno fatto la loro comparsa sul panorama economico e fiscale italiano. Si tratta di soluzioni pratiche e innovative che hanno richiesto continue modifiche e accorgimenti per offrire sempre un servizio migliore e più fruibile.

Fattura eletronica: cosa cambia dal primo ottobre

Le ultime modifiche in ordine cronologico riporteranno la data del 1/10/2020. Da inizio ottobre prossimo infatti partirà un periodo transitorio e facoltativo che durerà fino al 31/12 e darà a tutti la possibilità di adeguarsi alle nuove specifiche.

Per entrare nel dettaglio le modifiche riguarderanno nuovi codici e controlli del tracciato XML. Questo tracciato è il formato con il quale le fatture eletroniche sono emesse ed inviate ad Agenzia delle Entrate.

I nuovi codici riguarderanno in particolare alcuni campi specifici: “TipoDocumento” , “Natura” , “ModalitàPagamento” e “Ritenuta”.

Per capire la portata delle modifiche ricordiamo ad esempio che per il campo codice Ritenuta sono introdotti le seguenti nuove classificazioni:

  • RT01 Ritenuta persone fisiche
  • RT02 Ritenuta persone giuridiche
  • RT03 Contributo INPS
  • RT04 Contributo ENASARCO
  • RT05 Contributo ENPAM
  • RT06 Altro contributo previdenziale

Per il codice TipoDocumento sono stati aggiunti altri 18 nuove codificazioni e i codici Natura invece passano da 7 a ben 24. Insomma una vera e propria rivoluzione pensata soprattutto in vista delle future trasformazioni che il 2021 ha in serbo per i possessori di partita IVA.

Fattura eletronica: nuove specifiche tecniche e dichiarazioni precompilate

Come abbiamo visto le nuove modifiche al tracciato XML partiranno dal primo ottobre 2020 e saranno inizialmente facoltative per poi diventare obbligatorie per tutti da inizio anno nuovo. L’adeguamento facoltativo significa che il Sistema di Interscambio (SDI) fino alla fine del 2020, accetterà sia il vecchio che il nuovo formato di tracciato XML. Dal primo gennaio 2021 invece l’unico formato accettato, sarà quello nuovo.

L’introduzione delle nuove specifiche tecniche è stato fatto in previsione delle dichiarazioni precompilate per le partite iva. In altre parole nel 2021 Agenzia delle Entrate utilizzerà i dati delle fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio, per creare le bozze dei dichiarativi di imprese e professionisti.

In questo modo la fattura eletronica si trasforma in una vera e propria importante fonte di informazioni per il Fisco. Agenzia delle Entrate farà “tesoro” di tutti i dati che il nuovo tracciato XML conterrà, anche e soprattutto per finalità di controllo.